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Mascalucia

Antico Palazzo Comunale.
L'antica sede del Comune oggi è sede della Biblioteca Comunale. Il Palazzo sorge su via Etnea ed ammira dal suo balconcino la Chiesa di San Vito, l'Etna, la Chiesa Madre ed i palazzi ottocenteschi che si affacciano sulla via principale della cittadina. Edificato nell'Ottocento, il piano terra era adibito a prigione; oggi le celle debitamente restaurate, ospitano e conservano le antiche carte dell'Archivio Storico Comunale.
Un'ampia scala di marmo candido porta al primo piano, dove un tempo era ospitata la sala consiliare. Gli scanni in cui sedevano i consiglieri comunali erano tutti in legno scolpiti a mano da abilissimi artigiani del paese, i cosi detti "Mastri d'ascia", i quali con abilissimi colpi di scalpellino intarsiarono e scolpirono fiori e lo stemma di Mascalucia, oltre alla balaustra che divideva il pubblico dagli amministratori. Gli scanni in legno erano incastrati su una pedana che si alzava gradatamente, in modo tale da far vedere a tutti i  cittadini, gli Amministratori seduti nelle loro postazioni durante il consiglio comunale.

Villa Maria o Villa Cirelli.
Villa Maria fu costruita nei primi anni del Novecento su progetto dell'Architetto Carlo Sada e sorge su un terreno un tempo coltivato a vigneto, nel centro urbano di Mascalucia. L'Architetto creò un ambiente caratterizzato dall’accostamento di vari elementi architettonici e vari stili: moresco, arabo, egiziano e floreale. La costruzione si presenta su due elevazioni: a piano terra si trovano il soggiorno, la cucina ed una sala da pranzo originalissima. In essa si respira aria africana, con le pareti decorate di palmizi, banani, piante esotiche, tutte eseguite in gesso, e riproducono fedelmente le oasi sahariane. Numerosi oggetti in vetro di murano contribuiscono alla magica atmosfera. Data la vastità della vigna, era stato costruito anche un palmento (1905), che comunica con l'interno della casa. La cantina è stata trasformata in soggiorno. Al primo piano, si accede da una armoniosa scala marmorea, con stanze decorate con stucchi e affreschi di ispirazione araba. Completa l'armoniosità della villa una torre con finestre trifore e bifore con vetrate policrome.

I Quattro Altarelli.
Situato nella parte alta di via Roma, è un antico monumento che primeggia sulla sede stradale per la sua maestosità. Il nome si deve ai quattro altarini di soggetto religioso, collocati nelle quattro facciate del monumento di forma quadrata, come un piccolo tempio e poggia su una grande pedana o basamento. Vi si accede salendo dei ripidi scalini in pietra lavica e contiene una lapide a ricordo della protezione nel terremoto del 1669 Nell'altarino che guarda a nord vi è raffigurato Sant'Antonio Abate (protettore di Nicolosi) con i maiali, nel lato est vi è San Vito (protettore di Mascalucia), a sud vi è rappresentata la Sacra Famiglia (per rappresentare l'amore per il nucleo familiare del popolo mascaluciese), ad ovest si trova l'affresco con Santa Barbara (protettrice di Paternò e degli incendi). Agli angoli laterali di ogni altarino sono raffigurati degli angeli con dei gigli in mano. Il monumento sorge dove, sotto la protezione e lo sguardo dei Santi raffigurati nei quattro altarini, venivano impiccati "Alle Forche" i condannati a morte fino al 1700. Oggi è stato restaurato dall'architetto Benedetto Poma.

Chiesa di San Nicola o San Nicolò - Auditorium.
Costruito nella seconda metà del 1700 dalla confraternita di San Nicola, è una chiesa a navata unica, con tetto a botte e due porte laterali, una per la sagrestia e la torre campanaria e l’altra per i fedeli: un altare centrale con tabernacolo e residenza del Santo e due laterali, le cui alcove dovevano essere coperte da due tele. Custodiva le statue di San Nicola e di Santa Lucia. Oggi la statua lignea dorata di San Nicola si trova all’interno della Chiesa di San Vito. La chiesa risulta di costruzione massiccia, con muri perimetrali costruiti dalla tipica muratura a blocchi. La Curia, intorno agli anni quaranta, per mancanza di manutenzione dichiarò la chiesa non idonea all’uso religioso e pertanto cessarono le attività sacre; durante la seconda guerra mondiale, fu luogo di accoglienza per gli sfollati di Catania e utilizzata come deposito di frumento durante il periodo fascista. Finita la guerra fu riaperta al culto e allo svolgimento delle funzioni religiose, ma la ripresa durò poco e di nuovo sprofondò nel più profondo abbandono, mentre i simulacri e gli oggetti sacri furono trasferiti nella chiesa di S. Nicolò. La Chiesa anno dopo anno andò alla deriva e nel 1978, per pericolo di caduta, rimossero la croce che sovrastava il pennacchio del frontone. Il primo atto di una incipiente demolizione. Fra tutte le chiese del centro di Mascalucia la chiesa di S. Nicolò è quella che subì più danni da parte del tempo e degli uomini. Segni vistosi di tale stato furono il crollo del tetto e della volta della chiesa, molte parti non crollate furono rimosse in tempo per conservarle. Per la comunità di Mascalucia che, attraverso il restauro architettonico della struttura, ha mantenuto la memoria collettiva delle sue origini, della civiltà artigiana operante sino agli anni cinquanta, attraverso il ripristino della struttura e dei suoi elementi, ha attuato un progetto idoneo di ristrutturazione, mantenendo ciò che di antico era rimasto. Oggi in esso si svolgono: mostre, convegni, matrimoni civili, etc…

Chiesa Santa Maria della Pietà.
Anche nota come Chiesa di Santa Maria in Sabato, sorge all'ingresso della cittadina al confine con Gravina, costruita nella prima metà del XVII secolo, la sua struttura è molto semplice.
La chiesetta all'interno è ben decorata in oro, l'altare centrale in legno con bellissimi disegni dorati è inserito in una nicchia affrescata su tutti i lati: al centro Gesù deposto dalla Croce tra le braccia di Sua Madre, a sinistra della nicchia vi è raffigurata Sant'Agata con l'Etna sullo sfondo, a destra Santa Sofia.

Chiesa di Maria SS Annunziata.
Sorge nella piazza principale dell'antico comune di Massannunziata, il suo prospetto è a capanna con a sinistra la porta di accesso al salone parrocchiale e a destra la torre campanaria. Racchiuso da lesene emerge il portale in pietra lavica con timpano aperto sovrastato da una finestra rettangolare.

Santuario della Madonna della Consolazione.
Al suo interno si possono ammirare diverse opere d'arte di un certo pregio tra cui: la balaustra dell'altare maggiore con colonnine monolitiche in marmo; quattro altari a scultura ed a intarsio in marmo; il cancelletto della balaustra in legno dorato; il pulpito e l'organo sempre in legno; nella Cappella del Sacro Cuore un ricchissimo altare della Esposizione, realizzato con molta maestria in legno dorato; un quadro sopra tavola raffigurante la Madonna delle Grazie, che potrebbe essere stato dipinto dal celebre Pietro Novelli; una bellissima tela di Michele Rapisardi raffigurante la Madonna Addolorata; Giuseppe Consoli Guardo è l'autore del dipinto L'Estasi di Sant'Antonio. All'esterno si può ammirare come i conci di pietra lavica, ben tagliati e squadrati, fanno da cornice alla facciata di color chiaro. Un elegante campanile cuspidato sopra la facciata acquista rilievo plastico e spessore prospettico, dovuto alla scansione ritmica degli archetti che lo rifiniscono. La cupola cronica in cunei invetriati e policromi completa l'insieme conferendo una suggestiva nota di colore.

Chiesa di San Rocco.
Questa chiesa è situata a nord, domina il sito dell'antico abitato di Mascalucia, sorge lungo la via Etnea, ma il prospetto principale è sullo slargo che dà inizio a via San Rocco, mentre il lato ovest confina con il lastricato di via Etnea. Situata nell'allora estrema periferia e dedicata al Santo protettore dei malati di peste, si pensa che in quel luogo venissero portati gli “appestati”. La Chiesa è di architettura molto povera, in pietra lavica, ha due altari laterali, entrando a destra vi è la statua del Cuore di Gesù. Il pavimento in mattonelle di terracotta sistemate in maniera simmetrico, abbellisce i luoghi. Oggi è inaccessibile in quanto dichiarata pericolante.

Chiesa di San Vito Martire.
Edificata lungo la via Etnea dopo il terremoto del 1693, dapprima la chiesa consisteva in un unico vano con ingresso dal Piano di San Vito (oggi piazza Umberto); in seguito intorno al 1784 si diede inizio all'ampliamento della chiesetta per trasformarlo in un Tempio a tre navate. L'attuale Chiesa, di stile romanico, custodisce la statua del patrono San Vito del 1600. Si può ammirare una Pala di Altare “Visita di San Vito a Sant'Artemia” , databile 1857, del pittore Michele Rapisardi. All'interno della Chiesa si possono ammirare opere di Alessandro Vasta, di Sebastiano Conti Consoli e il bellissimo portale di ingresso.

Santuario dell’Addolorata dei Padri Passionisti.
Sorge su una collinetta che è stata definita “ascensione dello Spirito”. La posa in opera della prima pietra della Chiesa risale al 1954; nel 1979 avvenne l’inaugurazione e nel 1998 fu elevata alla dignità di Santuario. La sua cupola è visibile da molto lontano, poiché è alta 42 metri e data la posizione collinare domina il territorio.

Chiesetta della Madonna Bambina.
La si raggiunge attraversando una stradina in terra battuta affiancata da alti muri in pietra lavica, con piante secolari di edera. Costruita tutta in pietra lavica, ha una porta centrale di dimensioni normali, delle finestre piccole sulle pareti laterali e una minuscola torre campanaria sul prospetto principale.
Sull'altare principale, un bellissimo affresco raffigurante Sant'Anna con la Madonna appena nata tra le braccia, al loro fianco San Gioacchino. Sulla parete laterale sinistra, sopra l'altare minore, un affresco miracoloso raffigurante Maria Santissima Liberatrice dal fuoco materiale (la lava ed il terremoto) e dal fuoco spirituale. La Madonna, tiene col braccio sinistro il piccolo Gesù e con la mano destra aiuta a salvarsi dalle fiamme un bambino che si aggrappa al nastro azzurro del Suo abito. La Madonna è raffigurata su una nuvola che sovrasta un paese in fiamme (si pensa l'antico paese di Mompileri).

Tempio di Sant'Antonio Abate.
E’ situato all’interno del cimitero centrale, di stile gotico antico, la cui architettura originaria risale ai primi tempi dei cristiani in Sicilia. All'interno della chiesa, al centro della parete di fondo della tribuna s'inarca una piccola abside in cui è collocato l'altare maggiore. Il pavimento in piastrelle di terracotta di gusto tipicamente siciliano è valorizzato da lapidi in marmo bianco, ognuna con epigrafi ad alto valore morale.

Chiesetta del Soccorso o della Misericordia.
A nord del centro urbano di Mascalucia vi è la contrada “Soccorso” ed in essa, prima che il fiume di lava del 1669 devastasse Mompileri, esistevano sette chiesette, tra cui una Chiesa dedicata alla Beata vergine del Soccorso, detta della Misericordia. Si venerava con singolare culto la beatissima Vergine dell'Aiuto ed era meta di molti pellegrinaggi. Anche l'eruzione del 1669 ebbe pietà della chiesetta e la risparmiò addossando la colata lavica al muro di tramontana. Purtroppo, anche se fu risparmiata dall'Etna, essa subì l'incuria dei
cittadini e fu così abbandonata alle avversità atmosferiche.

Santuario della Madonna della Sciara di Mompileri.
La lava del 1669 coprì l'antica Chiesa di Mompileri, di forma basilicale, a tre navate, che conteneva tre statue molto venerate dedicate alla SS. Vergine delle Grazie, a Maria SS. Annunziata e all'Arcangelo Gabriele.
Nel 1704 fu portata alla luce la bellissima statua in marmo della SS.Vergine delle Grazie, forse opera del Gagini (il bambino Gesù tra le mani tiene un uccellino). Da recenti scavi si cominciano a vedere le basi dall'antica Chiesa e l'altare maggiore. L'odierno santuario sorge vicinissimo a dove è stata ritrovata la statua della Madonna, il suo prospetto è semplice, con il portale d'ingresso architravato in pietra bianca sormontato da una finestra litica rettangolare. Il tetto è a capanna con volte a botte, l'interno a forma longitudinale con abside, a navata unica.

Chiesa della SS Trinità.
Edificata nella seconda metà del XVII secolo è di appartenenza all'omonima Confraternita. La Chiesa è a pianta longitudinale, ad unica navata con abside semicircolare, coperta con una volta a botte, il pavimento è in mattonelle di cemento bicrome ed in cemento decorato nel presbiterio. Il prospetto principale è racchiuso tra due coppie di lesene, su di esse vi è un cornicione con modanature e sopra vi sono le tre celle campanarie ultimate da un timpano triangolare. Due portali in pietra lavica primeggiano sulla facciata principale, da uno si accede al cortile che porta alla Sacrestia ed uno alla navata principale della Chiesa; al di sopra dell'ingresso principale vi è una finestra tonda con due cornici: quella interna è in pietra lavica con modanature, quell'esterna in pietra bianca e nera alternate, la finestra è sormontata da una croce di Malta in pietra lavica. La stessa croce si può ammirare sulla pavimentazione antistante la Chiesa. All'interno bellissimo e di pregevole manifattura è il coro ligneo, da ammirare sono anche l'altare maggiore ed alcune tele.

Chiesa del SS Crocifisso.
Costruita intorno al 1600 su una pietra lavica, nel prospetto principale vi è scolpita la data 1619, sulla base della Croce posta sulla sommità del portale principale si legge 1759. Vi sono tre altari, quello centrale in marmo, posizionato più alto da tre scalini, è distanziato dalla parete da un tendaggio in velluto rosso e quel minuscolo spazio è adibito a Sacrestia. L'Altare in legno situato a sinistra è molto caratteristico poiché è sovrastato da un baldacchino anch'esso di legno color azzurro con perfili dorati, che sembra proteggere un meraviglioso Crocifisso, dietro di esso un bellissimo affresco raffigurante la Madonna piangente e San Giovanni, nella parte centrale una città soprafatta dalla lava. Il pavimento è composto di mattonelle di cotto e di mattonelle di ceramica lucida.
Fonti: Dott.ssa Sapienza Maria Grazia
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